Cose così

maggio 17th, 2012 § 0 comments § permalink

Non sono scaduta perché ho caricato la postepay e sono anche riuscita a usarla.

L’ho fatta finita con gli articoli di “giardinaggio” che devono piacere a google e non alle persone.

Sto lavorando al bambino nella fottuta scatola, ho finito la filastrocca, ho scritto una nuova storia che illustrerò a partire da settembre, ho un’idea di massima per le cinque tavole che manderò alla selezione della mostra illustratori di Bologna, ho di nuovo il raffreddore perché ce l’hanno la Duda e Pomello.

I prezzi dei materiali da belle arti sono altissimi.

Cose così.

 

Da consumarsi preferibilmente entro…

aprile 27th, 2012 § 0 comments § permalink

Ho finito tutte le illustrazioni del mio primo (cortissimo) picture book, che partirà presto per altri lidi a concorrere con altri picture books molto probabilmente più educati, degni e glamour, provando a conquistarsi il diritto di esistere.

Ok, la verità è che le ho finite tutte tutte tranne la copertina e le risguardie, sempre che si chiamino davvero così, ma comunque anche la copertina è in fase di completamento e insomma, ci siamo dai.

Guardo il “libro” e non lo so… a volte mi piace a volte no. Immagino sia normale. Io comunque sto già pensando ad altro e mea culpa, non al bambino nella cavolo di scatola, perché a me dopo un po’ di pensare sempre alla stessa cosa mi scoccio. Stavolta sto pensando a un seme. E’ una storia un po’ malinconica mi sa, ma insomma, la filastrocca è un’emerita scemenza, non vedo perché non aggiungere alla lista delle mie malefatte una bella botta di tristezza, dopotutto di cose è meglio averne (pare).

La grande novità attuale è la seguente: dovrei rinnovare il contratto col signor aruba per l’anno a venire entro breve. Se non che mi dimentico di caricare la postepay. Se sparisco nel nulla, sapete perché. Sono scaduta.

Non sono morta (ancora)

aprile 16th, 2012 § 0 comments § permalink

Sta di fatto che sì, insomma, non ho più nemmeno il tempo per andare in bagno figuriamoci per scrivere sul blog. Ma di cose ne son successe a pacchi, giuro, non so da dove iniziare.

In ordine sparso.

Sono stata al Salone del Libro per ragazzi di Bologna, un caravan serraglio che ve lo raccomando. Mi sono divertita la faccia quando non mi perdevo, e mi perdevo più o meno ogni dieci minuti. Mi sono sempre ritrovata, alla fine, ma non avevo spicci e questo è un bel problema quando ci sono file lunghe chilometri nei bar e tu hai sete e c’è il distributore automatico lì che ti guarda, pile di mezzi litri di san benedetto che ti fanno l’occhiolino, e te col sabbione in bocca, ma hai solo 50 euro tutti attaccati e alla farmacia ti hanno risposto

-No guarda, gli spicci servono a me per dare il resto.-

E tu -Va bene, mi dia le benagol alla menta fredda.-

E lei -Non ho da cambiare 50 euro.-

E te comprensibilmente -Ma vaffanculo- che non lo dici, lo pensi solo, ma lo pensi così forte che la commessa sente benissimo e ti guarda storto, e tu te ne esci fumante e assetata tale quale a prima.

Al salone del di cui sopra ci sono andata perchè se si vogliono fare picture books (per ragazzi, per adulti) ci si deve andare. Non avevo dietro nessun portfolio, ce lo porterò l’anno a venire. E avrò dietro una sporta di spicci, minimo, e un sacchetto di panini tipo Poldo che se avete mai letto Braccio di Ferro sapete chi è, se no, amen, non si può sapere tutto.

Poi, il bambino in scatola è ancora di là da venire perchè ho dei problemi colla carta. Nel senso che non trovo la carta adatta su cui fare i definitivi, persino la fichissima e costosissima Arches satinata da 300 grammi (d’oro si direbbe, visto quel che costa, invece no è solo cotone, pensa te, e dire che invece una Fruit of the loom XXL te la vendono a 2 euro) non fa quel che dovrebbe. Vale a dire facilitarmi la vita. Che resta incasinatissima difatti.

In compenso la Canson Mi-tientes che si imbarca solo guardandola perchè vanta una grammatura ridicola sta facendo un lavoro niente male nell’accogliere i definitivi della mia Filastrocca del Raffreddore che parteciperà a un concorso di qui a un mese. L’ispirazione per il testo mi viene dalla propensione dei miei figli a raffreddarsi e contagiarmi. E’ in effetti una cosa poco seria che se fossi finto-colta definirei un divertissement, ma son sempre sei doppie pagine di disegni da mettere insieme, e nel complesso non è poco, fidatevi. Fare libri è complicato. Fare storie è ancora più complicato. C’è da fare fatica, star su la notte invece che ronfare, sudare! Arrrgh! Mi sento come Achab che insegue Moby Dick: sferzata dalle onde del destino avverso, sulla prua di una nave pilotata più dai figli che da me.

Pomello sta mettendo i canini suo malgrado. Si capisce che ne farebbe a meno ma deve arrendersi al fatto. Anche noialtri ne faremmo a  meno viste le nottate di passione che dobbiamo trascorrere a spupazzarcelo urlante e dolorante, ma anche noi ci pieghiamo ai voleri dentali. La Duda invece è sempre lei, se non che vuole vestirsi da sola. Andrebbe benissimo se tutti vivessimo alla velocità della deriva dei continenti. Ma essendo che la mattina per uscire di casa sarebbe meglio non impiegarci 24 ore la cosa ci complica un pochino la vita.

Per il resto tutto as usual. Ci si risente appena posso. Cioè mai.

 

La ragazza si applica

febbraio 20th, 2012 § 0 comments § permalink

Scrivo. Disegno. Mi impegno. Devo dire che la sensazione è bellissima.

Grazie a un blog provvidenziale ho fatto conoscenza con Celtx (buongiorno, buonasera, e la famiglia tutto bene?) e spero che la nostra comune frequentazione mi tiri fuori dai buchi neri di trama e non mi ci faccia cascare mai più.

Grazie allo studio intensivo delle immagini di Beatrice Alemagna, Joanna Concejo, e Philip Giordano (per ora, altri seguiranno a breve) sto cercando di capire cosa mi piace nelle immagini che mi colpiscono, e soprattutto perché, onde poter rendere le mie illustrazioni più efficaci e strutturate. Per dire, ho scoperto che vengo stregata dai contrasti e dalle ombre lunghe. Quindi ho iniziato a fare disegni con lunghe ombre nette e forti contrasti di vario genere (bianco e nero accanto a particolari di colore intenso, oppure atmosfere fredde con un unico punto di colore caldo, figure per metà volumetriche e per metà piatte, eccetera). I risultati sono stati immediati, son cose belle.

Torno a lavorare, tante belle cose e saluti alla famiglia.

Deja vu

febbraio 15th, 2012 § 0 comments § permalink

Ah, che sgradevole sensazione di deja vu. Come al solito mentre scrivo di getto e mi faccio prendere la mano, il braccio, la spalla e anche un bel pezzo di torace, dimentico qualcosa di significativo. Tipo che, dopo aver scritto qualcosa come 40 pagine, mi accorgo che è tutto stupendo però non sta in piedi a causa di quel piccolo dettaglio fondamentale. E allora mi scazzo e smetto di scrivere. Ricomincerò, eh, ma è dura ogni volta. Credo a questo punto che il metodo dell’Ottimo King Stephen non faccia per me. Ho bisogno di una trama e ne ho bisogno PRIMA di mettermi lì e farmi infuocare dal demone rosso del furor scrivani.

Sul fronte illustrativo ho capito che

1) ho bisogno di tanta pratica, acrilici liquitex heavy body, leggere e studiare più immagini, una pazienza prossima all’infinito

2) non avrò mai il coraggio di far vedere il mio materiale a terzi

3) i miei illustratori preferiti sono Joanna Concejo, Simone Rea, Carll Cneut, Philip Giordano

4) come non si può vivere di scrittura non si può vivere di illustrazione. Dovrò davvero continuare a scaldare questa sedia ancora a lungo.

5) faccio schifo, schifo schifo, ma non dispero. Adesso sto facendo un’immagine presa da Il farfallone di Andersen, seguirà un’altra immagine presa da L’Usignolo sempre del buon vecchio stralunato danese.

Pomello e la Duda stanno bene. La Duda ha un nuovo costume da Cenerentola e Pomello sa dire “P”(alla) e “B”(ambola) e “mamma” e “nanna” e “no”. Li amo e meno male che almeno loro mi sono venuti come due capolavori senza dover fare altro che traghettare un’enorme panza a cocomero per nove mesi da una parte all’altra della città. Anche io so fare cose belle, dopotutto.

Lamentiamoci

febbraio 3rd, 2012 § 0 comments § permalink

Questo è un post di lamentela. Ne ho due maroni che la metà basta.

Gli articoli che scrivo sono una noia immensa. E’ una noia scriverli, sarà una noia leggerli, ma il google rank li apprezza e questo basta a chi mi paga. Non frega una sega se sono articoli ben fatti e molto ben documentati (e lo sono, nonostante la loro elevata percentuale di noia intrinseca). Quel che conta è che google li approvi. Stupidità al cubo.

Le illustrazioni che disegno sono mediocri. La colpa è solo mia. E anche un po’ vostra. Così, tanto per fare a metà. La cosa triste è che non ho le energie per cercare di disegnare di più, e questo mi fa incazzare.

La mia storia langue e tutto perchè ho detto che volevo che restasse un low fantasy e mi bastava andare avanti, e invece non è vero che mi sono rassegnata, e però non ne vengo fuori. Che due enormi scatole.

E infine scrivo mail a cui la gente non risponde, e questo è oltremodo irritante. Troncano a metà una conversazione. Così. Perchè sì, perchè “non hanno tempo” forse (il che da parte mia garantisce rispetto, dato che anche io ne ho poco), ma almeno dimmi che è per quello cazzo, no che io aspetto e tu non mi caghi e dopo tre giorni io mi faccio l’idea che sei un maleducato, o un menefreghista, o uno snob o qualcosa d’altro a scelta a seconda della mail in questione. A me il web piace, ma in questi casi mi suscita odio.

E infine siamo sotto la neve, ne è venuta giù a smastellate, le strade sono lastre di ghiaccio e per domani è previsto che la neve centuplichi. E il Sant’uomo se ne va a Cortina a fare il fotografo sportivo. Se non altro ci lascia il frigo pieno. Nella sfiga, la botta di culo. Farò lo sformato di cavolo.

La grande ambizione di Pomello, al momento, è correre. Parlare e farsi capire non vale la possibilità di sfrecciare senza cadere dalla cucina al salotto per andare a fare qualcosa che non c’è nessuna fretta di fare. I bambini a volte sono veri e propri misteri semoventi. La Duda ha fatto un pupazzo di neve, ed è a casa da scuola causa maltempo. Mia mamma che la tiene a badarella insieme allo sfrecciante Pomello è sul punto di farsi venire le stimmate, è già lì che suda sangue, ci manca pochissimo. Io mi sento vecchia, stanca e demotivata. E’ tempo della annuale cura ricostituente multivitaminica. E di quindici giorni di ozio alle Maldive.

Post influenza

gennaio 30th, 2012 § 0 comments § permalink

La condizione atmosferica vanta tutte le sfumature del grigio e ci dà dentro con freddo e umido. Il che forse spiega perché mi sento a un passo dallo scoglionamento definitivo. Ma forse non è solo quello. Forse è anche che ho appena avuto l’influenza e anche la Duda e Pomello l’hanno avuta e sono settimane che per casa girano solo l’aerosol e la rinazina (mai sotto i 12 anni! Sotto quella soglia ci si fa lavare il naso con la soluzione salina. Una vera goduria, provate).

Nonostante questo sto portando avanti la seconda illustrazione defininitiva, ma non per il bambino in scatola. Il bambino in scatola è finito, in quanto storyboard, ma in standby in quanto a progetto finito. Non ho ancora la tecnica che serve a illustrarlo. Perché è molto minimal e essenziale e io ancora non saprei  come fare una bella illustrazione minimal e essenziale.

Adesso sto facendo una serie di immagini tratte da favole celebri, giusto per mettere assieme una specie di portfolio. Al momento sto colorando il lupo dei sette caprettini, poi farò il farfallone di Andersen. Devo finirle prima di metà febbraio, perchè ho una mezza idea di cercare di partecipare a un corso di illustrazione con qualcuno di celebre e talentuoso a Macerata l’estate prossima. Ma per partecipare si deve subire selezione entro febbraio. Per subire selezione si deve presentare qualcosa. E quindi sto cercando di mettere insieme questo qualche cosa.

Insomma, di questi tempi faccio le solite cose che si fanno quando si cerca di essere creativi senza che nessuno te l’abbia mai chiesto.

Non so perché ma mi è venuta voglia di rivedere un film che nemmeno mi aveva entusiasmata a suo tempo, the day after tomorrow, e continuo a fantasticare di rimanere barricata in casa colla mia famiglia per giorni. Credo sia voglia di vacanze.

Se qualcuno di voi ne ha la possibilità, leggetevi Emil di Astrid Lindgren, quella di Pippi calzelunghe. Pippi mi sta sui maroni, ma Emil è mitico. Anche la Duda adora il modo in cui tende a incastrarsi dentro alle zuppiere, e come non darle ragione?

 

Si va

gennaio 13th, 2012 § 0 comments § permalink

Ho finito (cioè veramente manca davvero poco, ma è già un quasi miracolo) la prima illustrazione definitiva del Bambino in scatola. Che ho riscritto da zero e sto per ri-riscrivere da zero. Mi consolo: è una singola paginetta in word, non è come riscrivere i fratelli Karamazov. Almeno questo. L’illustrazione è bella per quel che può valere il mio giudizio, ma non so quanto utilizzabile e non so per quanto continuerà a piacermi, presumo per pochissimo. Temo che prima o poi rifarò anche quella.

Ho due libri nuovi, le favole di Esopo illustrate da Simone Rea e i Cigni selvatici illustrato dalla Concejo. Li amo. I libri e i loro illustratori. I libri sono tutti e due editi dai Topi. Amo anche loro.

E niente, si va avanti.

 

 

Viva la rete

gennaio 9th, 2012 § 0 comments § permalink

Ah, il web. Terra di conquiste. Ci fosse stata internet quando ero piccola oggi io sarei un’altra io, più colta, più avanti, più io. Forse illustrerei e scriverei da anni. Ma non lamentiamoci, almeno adesso internet c’è. E con la rete ecco i siti e i blog di decine e decine di illustratori e case editrici e libri libri libri che io, pur se amante degli ebook e sostenitrice del passaggio da analogico a digitale, non posso trattenermi dal volere e in certi casi ottenere.

Ho una gran fifa di smarrire i link dei siti che pesco, e ancor di più mi scoccia che non tutti abbiano il feed rss e quindi non riesco a seguirli quanto vorrei. Mi delizio a guardare le immagini degli altri, i loro stili, i loro libri, e mi dico “ma siamo proprio tutti diversi” ed è bello. A volte mi fermo e penso che non reggo al confronto, e non è bello. Ma di solito mi passa (per ora). Mi sono anche innamorata di due case editrici, una soprattutto. I topipittori. Vi amo topi. Adesso lo sapete.

Come mi piace navigare per immagini.

Vi dico i miei illustratori preferiti del momento. Dai che volete saperlo. Allora prima di tutti Joanna Concejo che ha fatto l’angelo delle scarpe dei Topipittori (topi! Vi amo!). Poi La Alemagna che ha fatto le pulcette che ho regalato alla Duda già un po’ di tempo fa. Poi Philip Giordano che sta in Giappone e quindi mi sta simpatico e fa delle illustrazioni che proprio mi piacciono un casino, colle faccette sognanti e gli occhioni, e tutte strambe e i personaggi strani anche loro. Bravo Philip. Poi mi piace Pablo Auladell, non tanto per come disegna (non ho suoi libri per ora) ma perchè mi sta simpatico lui, per quello che dice del suo lavoro. E poi è spiritoso e questo vuole dire molto. Poi c’è Svein Nyhus che ha un gemello che illustra anche lui ma il suo lavoro non mi piace altrettanto. Poi c’è Simone Rea che fa delle rane bellissime e vorrei un suo libro e invece non ce l’ho e per ora ho finito il mio budget dedicato. Ana ventura che appena ho visto il blog ho detto ohhhhhh. Gianni de Conno che usa il colore come se lui la teoria non la dovesse manco studiare (beato te Gianni, o magari hai sudato quando e quanto dovevi e adesso vivi di rendita, oppure non lo so, ma beato te Gianni). Gabriel Pacheco che guardo i suoi disegni e poi non so più niente e tra poco mi arriva un suo libro e però ne vorrei già un altro.

Tornando terra terra, la teoria del colore è una noia che mai. I colori sono belli. Sono simpatici e amichevoli, anche quelli orrendi come il color merda. Ti guardano e dicono “ehi ciao, sono un colore, facciamoci due passi insieme” e tu dici “ah ciao, ok, dai, prendo il cappotto”. Invece la teoria è pesante e piena di parole che proprio coi colori c’entrano niente, ma tocca studiarle per poter sapere, perchè tocca sapere per poter usare. Che noia. Ma la vita è così, e quindi avanti.

Devi riscrivere da capo il bambino in scatola. Che scatole ‘sta scatola. E’ che non voglio mettere insieme qualcosa di scontato e questo complica tutto. Ma devo darmi da fare perchè altrimenti non posso fare lo storyboard e quindi non posso fare illustrazioni definitive. E quindi vado.

 

Teoria

gennaio 6th, 2012 § 0 comments § permalink

Sto studiando teoria del colore. Una palla micidiale, ma fondamentale. O la studio, o i miei dipinti continueranno ad avere un’aria scadente e incompiuta. Se solo quell’oca della prof di ornato avesse fatto il suo dovere a suo tempo, invece che farmi copiare un tucano da una foto o farmi puntinare una tazza…